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Microchip per animali. Com'è, come funziona e quando è obbligatorio

Un piccolo apparecchio inerte inoculato sotto pelle. Obbligatorio per i cani, facoltativo per gli altri animali, a meno che non si debba andare all'estero.

Il microchip è un apparecchio inerte che viene inoculato nel tessuto sottocutaneo del cane, del gatto o di altri animali ed è utilizzato per l’identificazione dell’animale.

È costituito da una capsula di vetro che contiene un chip su cui è impresso un codice a 15 cifre. Questo codice può essere rilevato tramite appositi lettori. È molto piccolo (circa 11 mm di lunghezza per 2 mm di diametro) ed è iniettato sotto la cute dell’animale mediante un ago monouso sterile. Generalmente, viene inoculato nella regione del collo, sul lato sinistro. Non è in alcun modo dannoso o fastidioso per l’animale.

Una volta inoculato il chip, questo rimane attivo per tutta la vita dell’animale e permette, in caso di furto o smarrimento, di ricondurlo al proprietario. È sicuramente un ottimo deterrente per gli abbandoni, in quanto l’animale è sempre riconducibile al legittimo proprietario.

In Italia l’apposizione del microchip e l’iscrizione all’Anagrafe Canina del luogo di residenza è obbligatoria solo per i cani. Sono previste sanzioni per chi non rispetta questi obblighi.

Oltre al passaporto e le vaccinazioni in regola, per portare il proprio animale al di fuori del territorio nazionale è necessaria per legge anche l’apposizione del microchip; questo è valido non solo per il cane, ma anche per il gatto e il furetto.

Il microchip sostituisce completamente il tatuaggio, ed è attualmente riconosciuto anche dall’Ente Nazionale Cinofilia Italiana (ENCI) come metodo di riconoscimento per potere iscrivere il cane al libro genealogico.

Per il gatto non è ancora obbligatorio l’inserimento del microchip, ma è presente in Italia l’Anagrafe Nazionale Felina, già riconosciuta dal Ministero della Salute, dove è possibile, tramite l’ausilio del proprio veterinario, inserire il gatto dotato di microchip in una banca dati nazionale.


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Nadia Cappai

microchip animali cani
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