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La Juventus progetta uno stadio di calcio sostenibile

Committenza attenta, prodotto sostenibile. E’ il caso del prossimo stadio della Juventus a Torino. Uno stadio completamente eco-compatibile. Il primo al mondo.

E’ necessaria la volontà di chi commissiona per portare novità nel mondo dell’edilizia? Spesso sì.

Non sempre le nuove costruzioni rispecchiano esattamente quei canoni di sostenibilità che oggi dovrebbero essere la normalità nelle nuove proposte. A meno che il committente non sia informato ed esigente, e le richieda.

Il caso della Juventus è interessante: ha deciso di demolire completamente lo Stadio delle Alpi, per farne uno nuovo da poco più di 40.000 posti, che fosse rispettoso dell’ambiente nella misura massima possibile. Questo significa che nulla andrà sprecato nella demolizione, ma tutto verrà smontato, raccolto, smistato e riciclato. Alcuni materiali non verranno riutilizzati nel nuovo stadio ma verranno comunque rimessi sul mercato come “materia seconda”, cioè proveniente dal recupero della materia prima dismessa, come a esempio l’alluminio, l’acciaio, il rame. Tonnellate di preziosissimi metalli che verranno rimessi nel circolo dell’edilizia dopo la lavorazione dalla quale usciranno come nuovi, pronti per altri cantieri.

Il cemento del vecchio stadio invece verrà triturato sul posto e servirà per la costruzione del basamento della nuova costruzione. Anche la scelta degli altri materiali seguirà un criterio ecologico di calcolo del “costo ambientale”, il peso che ha la produzione di un dato materiale sull’ambiente. Plastica, ceramica e legno pesano, in termini di costo ambientale, produzione di CO2, uso di petrolio, molto meno che il vetro ad esempio, e alcune materie plastiche ad alta tecnologia oggi possono benissimo sostituire coperture e vetrate con prestazioni pressocché identiche se non migliori.

L’attenzione alla sostenibilità non sarà solo rivolta alla natura dei singoli elementi costruttivi ma anche alla filosofia del progetto. L’eco-stadio sarà totalmente accessibile a tutti senza alcuna barriera architettonica, e con percorsi molto semplici non solo per i disabili ma anche per i bambini e gli anziani, senza che i percorsi siano lunghi e tortuosi e senza che si possano creare imbottigliamenti nell’evacuazione delle persone a fine gara: tutti gli spazi saranno ampi, con piazze, balconate, rampe, e con un tempo massimo di svuotamento di pochi minuti. Grazie a questo proposito progettuale il nuovo stadio, degli architetti Gino Zavanella e Alessandro Valenti del Gruppo GAU, ha già vinto un premio assegnato dalla FIABA, la Fondazione Italiana Abbattimento Barriere Architettoniche.

Il fatto che l’impostazione della idea primaria sia stata orientata al risparmio energetico e al rispetto dell’ambiente non significa che la qualità del disegno abbia dovuto rimanere in secondo piano: l’aspetto dello stadio sarà quello di una nuvola luminosa e trasparente, che volutamente va a simbolizzare serenità, riferita ad un luogo dove finalmente si possa recuperare la dimensione di svago e di non violenza adatta ad un gioco come quello del calcio.

Tutto questo si potrebbe pensare abbia dei costi esorbitanti, e invece la sorpresa è proprio nel costo: 147 milioni di euro, un terzo circa del costo di costruzione tradizionale di uno stadio equivalente per dimensione.

Una ulteriore conferma che la sostenibilità è una scelta leggera, anche dal punto di vista, importantissimo, delle finanze.

Isabella Goldmann
www.megliopossibile.it


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