30mila sono i cani che, annualmente, vengono brutalmente soppressi in Spagna senza rispettare le normative europee in materia. Gli animalisti dell’Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente) protestano lanciando una campagna che mira a boicottare le vacanze nella penisola Iberica.
“Il nostro obiettivo è quello di arrivare a 10.000 disdette entro la fine dell'estate - ha commentato il presidente nazionale, Lorenzo Croce - e allo stesso tempo di far arrivare ogni giorno un notevole numero di email all’ambasciata di Spagna a Roma per chiedere che si ponga fine a questo massacro”.
In una nota stampa l’associazione rende noto che sono già 3.000 le persone che hanno rinunciato ad andare in Spagna quest’estate, proprio a causa del massacro degli animali.
Ma la “questione canina” riguarda da vicino anche l’Italia. Il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, ha raggiunto il quarto giorno di sciopero della fame contro il provvedimento della Regione Basilicata che voleva trasferire in Calabria di 400 cani.
La decisione finale - sostenuta dal presidente della regione Vito De Filippo - è stata di tenere gli animali in Val D’Agri grazie a un intervento di cofinanziamento e al relativo ampliamento del canile dove i cani vengono ospitati. Tale decisione avrà sicuro impatto sulla legge 281 che norma il randagismo e sarà un sicuro orientamento per il suo perfezionamento che è attualmente all'esame del Parlamento.
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