Prendere la bicicletta per attraversare le città, piene di traffico e di smog, per andare a scuola o in ufficio, si trasforma molto spesso in una scelta estrema, perfino rischiosa e masochistica. Ed è paradossale, perché se molti usassero la bici sarebbero risolti tutti assieme tanti dei problemi che affliggono le metropoli contemporanee: ci sarebbe meno traffico, meno smog, la gente sarebbe più in salute, si risparmierebbero un’infinità di risorse da destinare ad un miglioramento ulteriore della qualità della vita.
Tutelare i diritti dei ciclisti, metterli nelle condizioni di andare in giro più tranquillamente può servire ad incrementare l’utilizzo del veicolo più green e ad accelerare questi sviluppi positivi. La Rete, i principali social media e importanti quotidiani si sono mobilitati e 61 tra deputati e senatori di ogni parte politica con l'esclusione della Lega hanno firmato il progetto di legge elaborato dal senatore del Pd Francesco Ferrante volto a favorire la prospettiva di vivere in città più “ciclabili”.
Tra i punti chiave del progetto la limitazione e la moderazione del traffico veicolare a motore e, in particolare, l'inserimento del limite di 30 km/h nelle zone residenziali in cui non siano presenti piste ciclabili e la destinazione della quota del 2% del budget delle società dei gestori stradali e autostradali per la realizzazione di piste ciclabili. Nel testo 11 articoli dicono quali altri cambiamenti vanno fatti e in cima alla lista c’è l’obbligo per gli autocarri di dotarsi di strumenti tecnici a tutela della mobilità ciclistica.
Sapere inoltre quali problemi incontra chi va in bici e conoscere quali sono gli atteggiamenti che gli automobilisti devono usare per tutelarne la sicurezza diventa nel documento un requisito obbligatorio per il conseguimento della patente di guida.
Inutile dire che l’ideale rimane separare i percorsi di auto e bici. Tra le altre novità da introdurre così, secondo il progetto, la possibilità per i privati di creare piste ciclabili e superstrade ciclabili anche attraverso l'attività di gestione di noleggi biciclette nelle suddette aree. Infine, nell’elenco dei provvedimenti da prendere, il raddoppio di alcune sanzioni pecuniarie a carico degli automobilisti, l'istituzione di un commissario alla mobilità ciclistica, l'installazione di impiantistica e strumenti tecnici agli incroci pericolosi.
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