Meglio prevenire che curare? Medici e politici evidentemente hanno pareri opposti: sembra infatti che nell’ultima versione del decreto Milleproroghe siano stati dirottati dal fondo prevenzione 100 milioni di euro per gestire i territori colpiti da varie emergenze: alluvioni e dissesti in Liguria, Veneto, Campania, Messina…
E intendiamoci, non che le regioni italiane debbano essere lasciate in balìa delle emergenze, ma in un’ottica di seria
gestione e pianificazione territoriale, sarebbe auspicabile destinare i soldi disponibili alla
prevenzione di queste situazioni - e non affrontarle a posteriori, spendendo così
milioni di euro nel fronteggiare situazioni che potevano essere evitate (nella maggior parte dei casi) -.
Il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, afferma: «per l’ennesima volta, per pagare i danni causati da frane e alluvioni si sottraggono risorse alla prevenzione».
La questione è semplice: il
Ministero dell’Ambiente stanzia annualmente dei fondi dedicati a interventi di prevenzione del
rischio idrogeologico. Esattamente parliamo di 1 miliardo di euro. Se da questa cifra però vengono sottratti fondi per andare a coprire le emergenze, si innesca un
meccanismo poco efficace: si spendono soldi per tamponare il problema, senza estirparlo alla radice - senza quindi evitare che le stesse cause si riverifichino il mese successivo -.
«Se è giusto e doveroso risarcire i territori colpiti – continua il presidente di Legambiente - è un
errore farlo continuando a
sottrarre denaro alla prevenzione, impedendo di realizzare la grande
opera di mitigazione del rischio idrogeologico tanto necessaria all’Italia».
Insomma, un miliardo sembra tanto, ma se si pensa che questa cifra dovrebbe supportare in tutta Italia interventi di bonifica, messa in sicurezza degli argini e del terreno, rimboschimento dei versanti per stabilizzare il suolo, ben si comprende la delusione degli ambientalisti di fronte ad una manovra che ha poca lungimiranza. Un po’ come se un genitore si ostinasse a curare il figlio allergico al latte con massicce dosi di antistaminici, forse sarebbe meglio intervenire sulle cause del disturbo?
Marta Mainini