Gli operatori dell’eolico di tutto il mondo sono avvisati. Tra gli effetti collaterali del cambiamento climatico potrebbe emergere un fenomeno che fin qui non era stato preso in considerazione. Dato per assodato che pioverà di più, questo fatto – secondo alcuni studiosi statunitensi - potrebbe avere delle conseguenze molto precise, specie per le aree continentali del pianeta: ci sarà meno vento.
Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Science: l'aumento delle piogge dovuto ai cambiamenti climatici porterà via abbastanza energia dall'atmosfera da far diminuire l'intensità dei venti. Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori dell'Università di New York e della Nasa hanno utilizzato i dati di precipitazione ottenuti dalle misure radar effettuate dal satellite meteorologico adibito al programma di osservazioni TRMM (Tropical Rainfall Measurement Mission).
La dissipazione di energia cinetica è stata calcolata in base all'attrito e alla micro-turbolenza atmosferica prodotta dalle gocce di pioggia quando attraversano l'atmosfera fino a giungere al suolo. Il valore finale ricavato corrisponde a un flusso medio di energia cinetica dissipata pari a 1,8 watt per metro quadro, che proiettato su tutto il pianeta dà un valore di dieci alla quindici watt, 100 volte il consumo energetico umano.
Secondo i ricercatori l'importanza di questo tipo di dissipazione è destinata ad aumentare con il riscaldamento globale: le precipitazioni aumenteranno approssimativamente dell'1-2% per grado di aumento della temperatura, e questo si tradurrà in una maggiore energia dissipata per attrito.
Lo studio indica che l'effetto sarà maggiore per le aree continentali rispetto a quelle oceaniche. Secondo gli autori ci sarà una diminuzione nell'energia cinetica totale disponibile ad esempio per gli uragani anche se le singole tempeste potrebbero comunque essere più forti della media, visto che il loro numero totale potrebbe diminuire.
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