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Archimede: la centrale a energia solare termodinamica

Archimede, Rubbia, Enel e il sole: quattro elementi che hanno permesso l’inaugurazione del primo impianto italiano a energia solare termodinamica.

Tutto ha avuto inizio con Archimede: l’idea di utilizzare gli specchi per sfruttare l’energia solare e incendiare le navi nemiche venne proprio al famoso scienziato.

Dopo di lui, l’idea si è modernizzata e ha preso forma grazie al premio Nobel Carlo Rubbia, che ha intuito la possibilità di ottenere il massimo rendimento dall’accumulo di calore solare, attraverso lo sviluppo dell’energia termodinamica.
 
Tutto questo ha portato all’inaugurazione di Archimede, la prima centrale solare a specchi parabolici realizzata dall’Enel.
 
L'impianto è composto da 54 moduli di specchi parabolici che raccolgono l’irradiazione solare e scaldano una parte dei 5 km di tubi assorbitori, anche questi frutto di un brevetto tutto italiano (tubi isolanti dell’impresa Angelantoni). Nei condotti scorrono dei sali fusi, che riescono a raggiungere alte temperature senza infiammarsi, arrivando così ai generatori, in cui il calore viene trasformato in vapore e utilizzato per il movimento delle turbine. L’energia termica prodotta viene quindi trasferita alla vicina centrale Enel, dove contribuisce alla generazione elettrica.
 
L’ambizioso progetto è costato 60 milioni di euro, porterà alla produzione di 5 Megawatt di elettricità ed eviterà l’emissione in atmosfera di 3250 tonnellate di anidride carbonica all’anno. Non male per una centrale piccola, ma che vanta una delle tecnologie più avanzate nel mondo delle rinnovabili, in grado di accumulare energia anche di notte e in condizioni metereologiche avverse.
 
Questa innovazione permetterà ad Enel di partecipare al grande progetto Desertec, anche se le grandi  potenzialità dell’energia del sole non sono considerate sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico italiano: il direttore generale Enel, Fulvio Conti e il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno infatti inaugurato la centrale siciliana ricordando l’intenzione di affidarsi anche all’energia nucleare.
 
Il vecchio atomo torna quindi a farsi sentire, nonostante i grandi entusiasmi per una vittoria tutta italiana e rinnovabile.
 
Unico assente ai festeggiamenti? Il premio Nobel Carlo Rubbia, che, forse, avrebbe potuto essere il “padrino” della festa. Motivo dell’assenza? Non è stato chiarito da nessuna delle parti.
 
 
Marta Mainini
Pubblicato il 15/07/10 in News| TAGS: archimede, enel, enea, carlo rubbia, stefania prestigiacomo
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