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Sogliole al veleno

Non è una ricetta alternativa, ma il preoccupante risultato del rapporto pubblicato da Greenpeace: “Sogliole tossiche nel Santuario dei Cetacei: non ingerire!".

Da tempo Greenpeace sorveglia il Santuario dei Cetacei, preoccupata per la diminuzione delle specie marine che sono solite trovarvi rifugio.

 
Non accontentandosi dell’apparenza, l’associazione ambientalista ha voluto indagare di persona sullo stato di salute delle acque del parco e delle specie che vi abitano, arrivando alla redazione del rapporto “Sogliole tossiche nel Santuario dei Cetacei: non ingerire!" in cui viene analizzato un caso-campione: la sogliola, specie stanziale, quindi ottimo indicatore dello stato dei mari in cui abita.
 
In particolare le analisi sono state effettuate ricercando contaminanti pericolosi per la salute dell’uomo, che notoriamente si ciba di sogliole: sostanze quali gli IPA, idrocarburi policlinici aromatici (che derivano da carbone e petrolio); BPA, Bisfenolo A, usata per la fabbricazione di plastiche; metalli pesanti, piombo, mercurio e cromo.
 
Le analisi sono state realizzate, su commissione di Greenpeace, dal Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università degli Studi di Siena, prendendo in considerazione 31 campioni di sogliola prelevati in 5 aree diverse tra il mar Ligure e l’alto Tirreno.
 
I risultati? Le sogliole analizzate sono risultate positive a contaminazione da metalli pesanti, idrocarburi policlinici aromatici e bisfenolo A, anche in quantità preoccupanti perché, se il BPA è stato trovato in tutte le sogliole, ma in basse quantità, la situazione è molto più allarmante per piombo e mercurio. Nel report pubblicato oggi si legge infatti:  “la concentrazione di questi composti in alcuni campioni di sogliola si è rivelata addirittura al di sopra dei limiti consentiti per legge. Esiste quindi un rischio per la salute di chi se ne nutre: cetacei e uomo compreso!”.
 
Tutta questa situazione è da ricondurre entro il territorio di un’area marina protetta di interesse internazionale, quindi l’allarme è sicuramente legittimo e, in quanto cittadini italiani, ci si aspetta che le istituzioni competenti prendano al più presto dei provvedimenti per risanare gli ecosistemi inquinati: “gli studi che Greenpeace ha pubblicato in questi anni possono essere dei buoni punti di partenza, ma è necessario ora realizzare attività di monitoraggio a più ampio spettro in grado di rendere sempre più efficaci le misure concrete di gestione e tutela di questa zona di mare (teoricamente protetta), dei cetacei e della salute umana. È ora che le parti contraenti l’Accordo ovvero Italia, Francia e Principato di Monaco dimostrino di voler  fare sul serio!”.
sogliola 280

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