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Risparmio energetico: comuni italiani verso l’edificio a impatto zero

Riqualificare le città per sviluppare qualità e occupazione: i comuni italiani, sotto la spinta europea, iniziano a concentrarsi su risparmio energetico e prestazioni ambientali. Ecco i dettagli nell'indagine di Legambiente.

Presentato in occasione di Klimahouse il Rapporto Onre 2012, Osservatorio nazionale regolamenti edilizi per il risparmio energetico. Lo studio, realizzato da Legambiente, si concentra sullo scenario dell’innovazione energetica in Italia: nel 2011 sono state 855, contro i 705 del 2010, le amministrazioni locali che hanno modificato i propri regolamenti edilizi per inserire nuovi criteri e obiettivi energetico-ambientali in modo da migliorare le prestazioni delle abitazioni e la qualità del costruito.

Sembra dunque che le amministrazioni pubbliche italiane abbiano colto la sfida lanciata dall’Europa, che chiede a tutti i paesi membri di rinforzare i propri sforzi in nome della sostenibilità ambientale e fissa per il primo gennaio 2021 la scadenza di una «transizione epocale» per l’edilizia: da quella data sarà possibile costruire nuovi edifici solo se neutrali dal punto di vista energetico, ossia capaci di garantire prestazioni dell’involucro tali da poter fare a meno di apporti per il riscaldamento e il raffrescamento, oppure di riuscire a soddisfarli attraverso fonti rinnovabili.

Senza dimenticare le politiche di riqualificazione energetica del parco edilizio esistente: il rapporto Onre, alla sua quinta edizione, evidenzia una costante crescita dei regolamenti sostenibili, che sono aumentati di 4 volte rispetto al 2008 e oggi riguardano 20 milioni di abitanti. Tra i parametri presi in considerazione nell'analisi ci sono l'isolamento termico, l'utilizzo di fonti rinnovabili, l'efficienza energetica degli impianti, l'uso di materiali da costruzioni locali e riciclabili, il risparmio idrico e l'isolamento acustico, con l’aggiunta, per questa nuova pubblicazione, di alcuni parametri prima trascurati, come per esempio la prestazione dei serramenti, la contabilizzazione individuale del calore e la certificazione energetica.
Tutti temi, sottolinea Legambiente, che incrociano indicazioni normative nazionali o regionali con scelte locali, e sui quali proprio i regolamenti edilizi hanno aperto la strada ad innovazioni normative “superiori”, come avvenuto per l’obbligo del solare termico, introdotto prima in alcuni regolamenti rdilizi e poi diventato norma regionale e nazionale.

Proprio questi strumenti comunali rappresentano in questo scenario uno snodo fondamentale per capire come adattare gli obiettivi ai diversi contesti e tradizioni locali e, soprattutto, per rendere concretamente possibile una prospettiva di innovazione diffusa del patrimonio edilizio italiano: «i regolamenti edilizi comunali - ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente - rappresentano sempre di più una efficace indicazione per capire l'innovazione in corso in Italia nel modo di progettare e costruire. Questi risultati dimostrano che l'innovazione in questo settore sta andando avanti, e che la spinta alla certificazione energetica e al miglioramento delle prestazioni impressa dall'Unione Europea sta producendo risultati»

Secondo l’esperto «ora occorre accompagnare questa prospettiva con una regia nazionale che spinga a fare dell'edilizia un settore di punta della green economy, capace di creare lavoro e di riqualificare le città italiane. La sfida che abbiamo di fronte - conclude Zanchini - è di portare l'intero settore delle costruzioni a raggiungere gli obiettivi fissati dall'Unione Europea al 2021, quando tutti i nuovi edifici dovranno essere progettati e costruiti in modo tale da avere bisogno di una ridotta quantità di energia per il riscaldamento e il raffrescamento che, in ogni caso, dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili».

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