IN VIRGILIO

CERCA IN

Inquinamento e tumori, 44 posti a rischio in Italia

Quindici aree al sud, ventuno al nord e otto al centro. La mappa dei siti più pericolosi prodotta da Istituto Superiore di Sanità, sede romana Oms, Università La Sapienza.

Un rapporto pernicioso con il territorio che chiama in causa chimica e petrolchimica, amianto, ceramica, acciaio e altro ancora. Industria in Italia vuol dire molto spesso inquinamento senza controllo e l’inquinamento molto spesso coincide con la presenza di un rischio tumori e di contrarre altre malattie pericolose più alto del normale. La conferma della connessione arriva da un accreditato studio epidemiologico; il progetto si chiama Sentieri, acronimo che sta per Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento e l'elenco completo dei siti critici è stato pubblicato sull'ultimo numero della rivista Epidemiologia e prevenzione. Mappate 15 aree pericolose al Sud, 21 al Nord e 8 al Centro.

In prossimità di queste aree vivono in tutto 5 milioni e mezzo di persone e nello studio è stata valutata l'incidenza di diverse malattie, dai tumori alle patologie cardiovascolari, in relazione all'inquinamento. L’estensione dei ‘Sin’ (Siti importanza nazionale) è estremamente variabile: la maggior parte si limita a un solo comune, ma in qualche caso, come quello del litorale Domizio-Flegreo nelle provincie di Napoli e Caserta, dove si trova una discarica abusiva di rifiuti urbani e industriali, i municipi interessati sono 77. Ecco l’elenco dei Sin italiani: aree industriali Val Basento (Potenza/Matera), aree industriali Porto Torres (Sassari), aree litorale vesuviano (Napoli), bacino idrico fiume Sacco (Roma/Frosinone), Balangero (Torino), Bari – Fibronit, basso bacino del fiume Chienti (Fermo), Biancavilla (Catania), Bolzano, Brescia Caffaro, Brindisi, Broni (Pavia), Casale Monferrato (Alessandria), Cengio e Saliceto (Savona/Cuneo), Cerro al Lambro (Milano), Cogoleto-Stoppani (Genova), Crotone-Cassano-Cerchiara (Crotone/Cosenza), Emarese (Aosta), Falconara Marittima (Ancona), Fidenza (Parma), Gela (Caltanisetta), laghi di Mantova e polo chimico, laguna di Grado e Marano (Udine/Gorizia), litorale Domizio Flegreo (Caserta/Napoli), Livorno, Manfredonia (Foggia), Massa Carrara, Milazzo (Messina), Orbetello (Grosseto), Pieve Vergonte (Verbano Cusio Ossola), Pioltello Rodano (Milano), Piombino (Livorno), Pitelli (La Spezia), Priolo (Siracusa), Sassuolo – Scandiano (Modena/Reggio Emilia), Serravalle Scrivia (Alessandria), Sesto San Giovanni (Milano), Sulcis-Iglesiente-Guspinese (Carbonia Iglesias/Cagliari/Medio Campidano), Taranto, Terni, Tito (Potenza), Trento Nord, Trieste, Venezia Porto Marghera.

E’ comprovato che il tasso di mortalità per tutte le cause in 27 Sin per gli uomini e in 24 Sin per le donne è superiore alla media italiana. Mentre il tasso di mortalità causato da tutti i tipi di tumore è superiore alla media regionale in 28 Sin per gli uomini e in 21 Sin per le donne. Nei 44 Sin si sono verificati 10mila decessi per tutte cause e 4mila per tutti i tumori in eccesso rispetto ai riferimenti regionali. Storie di malattie e connessioni dirette con i problemi derivanti soprattutto dall’inquinamento industriale che i residenti di tutti i comuni interessati conoscono bene.

Pubblicato il 12/04/11 in News, Ambiente & Energia| TAGS: inquinamento, tumori, mappa, rischio, industria
85861588 amianto
Reiterazione 

109822115 ue inquiInquinamento industriale, altra condanna europea per l'Italia

E nella lista dei cattivi di Greenpeace in testa la centrale Enel a carbone di Brindisi, la Edison di Taranto e la raffineria dei Moratti a Sarroch.

La ricerca 

vermeInquinamento ambientale, un verme lo ridurrà

Si chiama Eisenia foetida ed è un microrganismo in grado di “digerire” metalli pesanti e sostanze come nichel, cromo, piombo, arsenico e mercurio.

SEGUI GO GREEN ANCHE SU: